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L’Aulivello di Molinara: una new entry nel patrimonio olivicolo nazionale

Una nuova varietà di oliva mai classificata prima  è stata scoperta recentemente nell’oliveto secolare curato dai soci della cooperativa Terre di Molinara, in provincia di Benevento. Si tratta dell’Aulivello di Molinara.

Sono solo 40 i litri prodotti, a testimonianza di un valore unico svelato dalla lungimiranza dell’agronomo di Terre di Molinara – Vincenzo Coppola – nel sostenere che quelle olive non servissero semplicemente ad impollinare, e confermato dalla ricerca affidata al CNR di Perugia, sostenuta attivamente da Angelo Loconte – referente Slow Food Campania per il comparto dell’extravergine – e dai soci della cooperativa. Nello specifico, i laboratori dell’Istituto di Bioscienze e Biorisorse (IBBR) hanno estratto il DNA da alcuni campioni della pianta, non trovando alcuna corrispondenza nel confronto con i genotipi delle varietà attualmente presenti nella banca dati nazionale. L’extravergine è stato poi oggetto di valutazione da parte dei panel test di vari concorsi per la determinazione di una propria qualità organolettica.

Come racconta Rocco Cirocco – il Presidente di Terre di Molinara – “Il luogo che ha interessato la ricerca a Molinara è comunemente chiamato Pezzo de lo Cantero  ed è esattamente lì, tra leggende, alberi enormi, tronchi rugosi con i segni del tempo e storie di tesori nascosti, trovati e inspiegabilmente spariti, che si trova l’Aulivello, fino allo scorso anno portato al frantoio per essere mischiato alle altre olive raccolte in giornata”. Slow Food lo ha voluto riconoscere e tutelare con il Presidio, a conferma del lavoro che bisogna avviare per difendere la varietà locale, valorizzare il paesaggio e l’aspetto culturale, simboli di un patrimonio immateriale inestimabile per quel territorio.

Con la documentazione che attesta l’unicità della cultivar, Terre di Molinara ha potuto procedere alla segnalazione presso il Ministero dell’Agricoltura ed avviare di fatto il percorso di riconoscimento. La stessa cooperativa si candida ad essere “custode coltivatore” della nuova specie.

Noi di Oleonauta lo abbiamo assaggiato per voi: Origine – così è stato chiamato l’olio – si caratterizza per la freschezza olfattiva, dai sentori erbacei e di pomodoro. All’assaggio è elegante sul palato, con una gradevole persistenza dei toni piccanti.

Origine – olio extravergine di oliva italiano

Giorgia Roncoli

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